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Smart working e diritto alla disconessione

Lo sappiamo tutti, il 2020 è stato l’anno che ha visto lo smart working come assoluto protagonista. Sebbene lo smart working non sia totalmente da associare all’anno che si è appena concluso, il 2020 è stato caratterizzato da una assoluta dominanza del lavoro agile sul lavoro in ufficio.

Working anywhere, anytime

L’avvento della tecnologia ha radicalmente modificato l’organizzazione del lavoro, rendendoci sempre più disponibili e connessi in qualunque momento della giornata. In questo contesto così mutevole, lo smart working si definisce sempre di più nel concetto di working anywhere, anytime, letteralmente “lavorare dovunque e in qualunque momento”.

La dilatazione del tempo e la disponibilità costante al lavoro può provocare un problema di armonizzazione tra la vita privata e la vita lavorativa, rendendo sempre più labile il confine tra i due ambiti.

Secondo WikiLabour, il dizionario online dei diritti dei lavoratori, per diritto alla disconnessione si intende il diritto per il lavoratore di non essere costantemente reperibile, ossia la libertà di non rispondere alle comunicazioni di lavoro durante il periodo di riposo, senza che questo comprometta la sua situazione lavorativa.

Il diritto alla disconnessione

Analizzando la questione, alcuni paesi europei hanno introdotto il diritto alla disconnessione. In Italia il diritto alla disconnessione è stato regolamentato nel 2017 e successivamente rinnovato nel 2019.

In Italia, la disconnessione è stata prevista dalla legge n. 81/2017 che regolamenta, più genericamente, lo smart working e tutte le questioni associate al lavoro agile. La Legge 81/2017 ha introdotto nell’ordinamento italiano il lavoro agile definendolo come una specifica modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato. In questo contesto, il lavoratore può disattivare i propri dispositivi aziendali e non ricevere chiamate o email lavorative durante le ore di riposo e nei periodi di assenza o ferie.

Evitare il tecnostress è alla base delle tematiche relative al diritto alla disconnessione durante lo smartworking: Il tecnostress è stato riconosciuto, già nel 2007, come malattia professionale a seguito di una sentenza emessa dalla Procura del Tribunale del Torino. Esso è tra i rischi emergenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro in conseguenza della digital trasformation, quale tipologia specifica di stress lavoro-correlato. (fonte Agenda Digitale)

Dopo essersi disconnessi dal lavoro online è molto importante mantenere alta la propria motivazione sul luogo di lavoro. Soprattutto se si svolge il lavoro agile. Concedersi il giusto tempo per il riposo è un ottimo modo per riacquisire le energie necessarie per affrontare le sfide che la vita lavorativa ci pone.

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